Sabato pomeriggio, approfittando della sua apertura, sono andato alla Santa Messa che si celebrava in frazione #Merella presso la piccola chiesetta dedicata a San Bartolomeo.

E prendo spunto da uno scritto di Giuseppe Decarlini del marzo 1986 e titolato “Oratori privati e campestri a Novi nel 1824”.
(…) Oratorio campestre pubblico di San Bartolomeo, della Merella, di Frascheta dedicato a detto Santo (…). Oratorio Fatto a modo di croce con bel ordine di architettura lungo quarantotto palmi e ventiquattro largo oltre il coro incavato sotto l’ancona che accresce la lunghezza della chiesa di sette palmi. Il suo altare formato a urna, elevato da terra due gradini compresa la predella con tre gradini e tabernacolo sopra la mensa mancante solo in larghezza once dieci è molto bello ed elegante. L’interno del tabernacolo è tutto coperto di seta e l’esterno ornato di conopeo. La pietra sacra è nuova, intatta e ben custodita. La chiesa ha quattro porte, l’una in faccia l’altare, l’altra a destra che apre l’adito ad un camerino parallelo al coro ad uso confessionale per gli uomini, la terza in coro a sinistra che va in un camerino destinato per la preparazione della messa, la quarta a sinistra in presbiterio che conduce alla sacrestia. Le finestre in numero cinque, due ai lati della porta grande, due a metà dei muri laterali della chiesa, l’ultima in coro, sono ben riparate con vetri e ferriate. L’ancona sostenuta da un arco sotto il quale avvì il coro, fa pompa di un nobile quadro rappresentante il Crocefisso, in mezzo a destra S. Antonio, S. Giovanni Battista e S. Bobone, a sinistra S. Bartolomeo e S. Vincenzo. Si osserva dietro l’altare una lapide che rammenta il traslocamento di un legato di quaranta messe dalla #Collegiata di #Novi a questa

cappella. Questo legato si fa adempiere dal religiosissimo Signor Bartolomeo Capurro fondatore di questo oratorio, quale signore vi mantiene a sue spese un cappellano per la messa giornale e festiva, istruzione cristiana ed altre funzioni con la benedizione nella prima e terza domenica di tutti i mesi, per la via crucis formalmente eretta per alcune novene ed altre pubbliche preci, secondo il permesso ottenuto da codesta Reverendissima Curia Vescovile. E’ fornita di confessionale fatto in regola situato al lato sinistro della chiesa con le sue graticiuole di ferro, ma senza i veli prescritti. (…)

Naturalmente, qualche intervento è stato fatto nella chiesetta, ma la descrizione serve per avere qualche nozione in più di carattere tecnico e storico.
Oltre lo scritto qui sopra citato, aggiungo che nella chiesetta vi è sepolto Gianfrancesco Capurro sacerdote educatore della gioventù, morto il 5 luglio 1882, a cui è dedicata la Biblioteca Civica della Città di #Novi Ligure.