Si, lo so già, voi siete soliti versare dalla bottiglia che è nelle vostre mani al bicchiere. Parlo di vino. E magari nemmeno pensate a quanto lavoro c’è dietro. Meglio emozionarsi dando senso alle papille gustative con un sorso dopo l’altro. Magari non pensate che ora, dopo che l’uva è stata colta, poi pigiata e, divenuta mosto, dopo uno o due giorni entra in ebollizione. Bollicine piccole ed anche più grandi. Ne senti il plic plic con l’udito. Ne senti il gas che si sprigiona con l’olfatto. Non lo puoi perdere di vista, prende forza, aumenta la pressione in botte. Botti di cemento, di resina, di legno o di alluminio. Già, ma tu hai tra le mani quel bicchiere mezzo pieno e non ti sovviene tutto ciò, qualcun’altro ci penserà a fare tutto quel lavoro di così tanta pazienza ed amore per il nettare divino. Il vino come tante altre cose, se pensassimo anche solo per un attimo a quanto lavoro c’è dietro. Già, ma un sorso dopo l’altro il bicchiere si svuota e che t’importa com’è che è diventato così buono e quanto che voluto per farlo.