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Nel quadro del Progetto “CHIESE APERTE” ho avuto domenica scorsa occasione per una visita alla Chiesa di “Santa Maria e San Siro” a Sale, Monumento Nazionale del Secolo XII – XIV

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Preesistente alla struttura attuale, la Chiesa di San Siro era una delle tre Chiese “fuori le mura”. Ricostruita entro la cerchia muraria, forse verso il 1000, e probabilmente ampliata e rimaneggiata in epoca non precisabile, porta alcune date sicure, inerenti ad affreschi e altre opere e a fatti storici come il Trattato di pace tra Pavia e Tortona, stipulato alla presenza del Barbarossa in Santa Maria nel 1165 e l’istrumento che sigla la composizione avvenuta in Santa Maria di una lite fra il Comune di Tortona e i Conti di Langosco e di Sparvara.

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Altre due date sicure sono il 1452 ed il 1456, riferite ad affreschi che sono tutt’oggi visibili.

A testimoniare i rimaneggiamenti della struttura originaria sono evidenti numerosi elementi gotici che interferiscono con l’impianto romanico più antico. Tali sono, ad esempio, gli alti portali contornati da costoloni e ornamentazioni in cotto, che vivacizzano l’austera facciata.

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La struttura architettonica a tre ampie navate suddivise da poderose colonne, si snoda in uno spazio luminoso, in cui le parti si corrispondono in equilibrio armonioso, a formare un’area di nobile e sobria bellezza. Le pareti all’interno della Chiesa dovevano essere tutte ampiamente affrescate, come risulta dalle poche zone riportate in luce con la rimozione dello scialbo, sotto cui erano rimaste sepolte dai primi del 1800.

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Il legame della Chiesa con le principali famiglie del luogo si riconosce, come di consueto, in alcuni episodi di committenza artistica.

Ben visibili risultano i nomi delle famiglie Boveri, Calcaprina, Cantoni, Maggi, Ricci.

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E’ probabilmente in seguito al “beneficio” della Cappella Maggiore, ottenuto col titolo di “Santa Maria” dal nobile salese Teobaldo Maggi nel 1456, che la Chiesa ha assunto l’attuale doppia dedicazione; a tale epoca risalgono pure gli affreschi che ne illustrano la volta, realizzati per committenza dal Maggi.

Si intravedono ancora sotto scialbo innumerevoli affreschi disseminati in vari punti della Chiesa. Esiste inoltre un notevole corredo statuario ligneo recentemente restaurato tra cui spicca la straordinaria statua della Madonna Addolorata.

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