Predosa (AL) è un paese situato su un sedime pianeggiante, sorge sulla riva sinistra del torrente Orba (quella stessa “Orba selvosa ” già citata da A. Manzoni nell’Ode “Marzo 1821”). In effetti anticamente la zona doveva proprio essere ricoperta da una fitta boscaglia. Si presume che possa avere origini antiche, tuttavia non se ne hanno riscontri certi.

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Nel 1100 in suo nome compare su alcuni documenti. Sicuramente verso la fine del 1300 Predosa fa parte di Gamondio (attuale Castellazzo Bormida). Nel XV secolo il centro è fonte di contesa per alcune nobili famiglie quali gli Sforza, gli Spinola, i Visconti che lo infeudano ai Beccaria. A quell’epoca risulta l’esistenza di un castello (come si evince da uno strumento datato 16 Maggio 1567 in cui i Beccaria ne risultano i proprietari). Il castello fa del paese un avamposto dei Milanesi, per contrastare la presenza Monferrina da una parte e quella Genovese dall’altra. Nel 1500 diventa proprietà degli Spinola. Fonte di contesa è pure il controllo della strada detta “dei cavallari” corpo di corrieri istituito dagli Sforza nel 1454. Successivamente i Barnabiti contribuiscono al suo sviluppo con la costruzione di un mulino e con l’introduzione di nuovi sistemi di coltivazione e impianti viticoli. Nel 1619 è infeudato ai Marchesi Guasco di Solero (Altro centro in Provincia di Alessandria) e in seguito al Senatore Celebrino di Fossano. Nel 1707 il paese viene annesso definitivamente allo Stato Sabaudo di Savoia. Nel corso dei secoli ed in particolare durante il 1700 molti eserciti si trovarono a stanziare a depredare la zona: non solo italiani, ma anche Francesi, Spagnoli e perfino i russi durante la riconquista austro-russa del 1798. Le origini di Predosa si perdono nel Medioevo. Castelferro e Mantovana che ora fanno parte dello stesso territorio di Predosa furono più a lungo sotto la dominazione del Marchese del Monferrato .

Raccontata la storia, io ho fatto due passi in paese, trovando la chiesa parrocchiale e visitandone l’interno.

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Pochi passi e trovo l’Oratorio di San Sebastiano

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Lì adiacente c’è il bell’edificio sede della Biblioteca

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Con lo sguardo noto una casa malconcia, ma che evidenzia la sua fattura di terra e mattoni

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Pochi passi più avanti trovo un’oratorio, una piccola chiesetta sempre sulla via principale

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Mi colpisce lì accanto, in una rientranza, un edificio particolare

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La Scuola Materna
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