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A Novi Ligure, presso il Museo dei Campionissimi, al pianterreno, appena varcato l’ingresso, fatti pochi passi più avanti, ci sono le marionette dalla collezione Pallavicini, in una mostra dal titolo “Appese ad un filo”, in attesa dei lavori di ristrutturazione del Teatro Marenco.

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Bello ritrovare tutta la magia delle marionette storiche, fra cui Baciccia, il lupo di Capuccetto Rosso, i pupi in ricche vesti, per provare a costruire un semplice burattino e ad inventare una storia di cui saranno protagonisti i burattini realizzati dai ragazzi.

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Le marionette della collezione Pallavicini

La parte centrale dell’originale esposizione è costituita da 25 marionette. Tra i pezzi storici, non poteva mancare Baciccia, maschera che rappresenta il popolano genovese, portata al successo nei primi anni del secolo scorso da Raffaele Pallavicini, capostipite della Compagnia che si trasferì a Novi Ligure verso la fine del secondo conflitto mondiale; altre, quelle risalenti agli anni ‘50 e ’60, ritraggono i personaggi famosi del momento che spopolavano in televisione e nei rotocalchi, come Nilla Pizza e Frank Sinatra. Completano l’allestimento un campionario di diverse maschere regionali ed un teatrino itinerante, di quattro metri per due, che la Compagnia usava soprattutto per le prove degli spettacoli.

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L’origine delle marionette è antichissima, come dimostrano reperti risalenti addirittura al IV secolo A.C., ed il periodo d’oro, nel Settecento, quando si sviluppa il repertorio dello spettacolo musicale e del ballo.

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Alla metà dell’Ottocento cresce un’editoria popolare dove marionettisti e burattinai possono attingere a piene mani. È in quel periodo che nascono le prime “maschere senza maschere”, che parlavano il dialetto del pubblico, il quale assisteva alle rappresentazioni. Da questo dipendeva il loro enorme successo: il popolo poteva riconoscersi in questi personaggi perché esprimevano i valori, i problemi e le critiche al mondo che li circondava.

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Il successo dei pupazzi mossi da fili (le marionette, da non confondere con i burattini mossi con le mani infilate nell’abito: Pinocchio, il “burattino” più amato nel mondo, in realtà è una marionetta!) continua ancora ai giorni nostri.

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