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Il 4 maggio 1980 veniva aperto il Museo di Storia Naturale di Stazzano. Nelle quattro sale venivano esposte collezioni di vertebrati e invertebrati oltre a minerali e fossili. Nel corso degli anni le collezioni venivano arricchite da nuovo materiale e donazioni. Attualmente oltre ai reperti esposti nelle sale sono conservate dal Museo importanti collezioni di studio; tra le principali possiamo ricordare:

  • L’Erbario provinciale che conta oltre 4000 fogli;
  • La Collezione ornitologica con circa 700 reperti, il cui nucleo principale è costituito dalla collezione Mario Carrega di Vignole Borbera con quasi 400 esemplari;
  • La Collezione entomologica con più di 10.000 campioni;
  • La Collezione osteologica che conta 1.500 parti scheletriche di uccelli;
  • La Collezione erpetologica con più di 1.000 esemplari fra rettili e anfibi;
  • La Collezione paleontologica composta da oltre 5.000 campioni fossili;
  • La Collezione ittiologica con più di 500 esemplari di pesci;

Oltre a queste ne esistono altre minori ma non meno importanti.

L’attuale Museo è stato inaugurato il 29 settembre 1996.

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Su di una bacheca appesa al muro leggo che il 16 ottobre 1974, con atto notarile, nasceva l’associazione denominata GRUPPO NATURALISTI STAZZANO e sono Soci Fondatori i Signori:

Allegri dott. Roberto – Carrega Marco – Gay Luciano – Macchello Alessandro – Montessoro dott. Graziano – Perera Luciano – Piella Silvio – Silvano Fabrizio

Scopo principale dell’Associazione è la ricerca, lo studio e il riordinamento di materiali minerali, vegetali ed animali, oltre alla conservazionee alla conservazione di un costituendo Museo di Storia Naturale, nonché la tutela dell’aspetto folcloristico, etnico-storico, paesaggistico e naturalistico nell’ambito della Provincia di Alessandria.

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La mia visita è praticamente “fai da te”, entro nell’edificio che è chiamato Villa Gardella; dapprima visito il piano terreno, poi salgo al primo piano dove vi sono altri locali.

Trovo materiale sui gioielli del mare, le conchiglie; le formazioni continentali con il bacino terziario del Piemonte. La formazione delle Marne di Sant’Agata Fossili, la formazione delle arenarie di Serravalle e molti altri riferimenti.

Le pietre come i solfuri, la fluorite, i cloruro ed i solfati, gli ossidi e gli idrossidi, la silice, i fillosilicati, i granati, gli epidoti. In un’altra sezione le sabbie di Asti, l’argilla di Lugagnano, il tortoniano, il serravalliano, il messiniano. Un’altra vetrina con uccelli rapaci e diverse tecniche per procurarsi il cibo, l’inanellamento, la migrazione degli uccelli. Di più ancora, la nidificazione, il dimorfismo, il mimetismo, le speci e le sottospeci. I rapaci, diversi tipi. Gli esseri striscianti come i sauri, le natrici, la vipera, il geotritone, la salamandra, i rospi. Un’altra vetrina esibisce la faina, la volpe, il tasso, il lupo. In una vetrina c’è un bel quadro ricco di farfalle ricordando il riferimento del Museo Civico di Storia Naturale di Stazzano (che conserva organiche collezioni di lepidotteri – circa 10.000 tra Ropaloceri ed Eteroceri – rappresentative delle principali aree ambientali studiate della Provincia.

Al piano superiore altro materiale, una sala per le riunioni, la libreria con i volumi di riferimento e l’ufficio.

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