sagra-polentone-programma

Nel fine settimana dall’8 al 10 giugno il piccolo comune della Valle Bormida ospiterà il XIV Raduno dei “Polentari d’Italia”. Nel piccolo comune, a circa 15 Km da Acqui Terme, arriveranno “Polentari” da 9 regioni italiane che serviranno ben 17 varietà diverse di polenta. La Pro Loco proporrà l’antica ricetta della tradizione monferrina sabato 9 giugno, alle 19, e “scodellerà” un polentone da 5 quintali accompagnato da frittata di cipolle e merluzzo. Per preparala nella versione “maxi” serviranno 150 Kg di farina di mais a 8 file e circa 450 litri d’acqua e, ovviamente, il grande paiolo di Ponti, più sei braccia forti per girare la polenta e non fare “grumi”. Maxi anche la lista della spesa per il tradizionale contorno: 2500 uova, 150 Kg di merluzzo e 250 kg di cipolle. Una volta scodellato il “polentone” di Ponti anche le altre 17 delegazioni dell’Associazione Nazionale dei “Polentari d’Italia” inizieranno a distribuire le loro polente accompagnata dai sughi della tradizione.

Negli stand allestiti per le vie di Ponti, sabato sera, si troveranno ad esempio i contorni a base di lumache di terra della delegazione di Altidona (FM), il polentone con sugo magro di baccalà, aringhe, tonno e alici di Castel di Tora (RI), la polenta ai frutti di mare di Polverigi (AN) e anche la versione con farina di castagne accompagnata da aringhe e baccalà di San Quirico di Verni (PT) e quella di patate della Val di Ledro (TN). In tutto saranno 17 i menù della grande festa della “polentona” ospitata per la prima volta a Ponti che, per l’occasione, ha organizzato una tre giorni di eventi al via già da venerdì 8 giugno alle 17 con il convegno dedicato al mais a 8 file al Borgo Castello di Ponti.

Tanti, poi, gli eventi che già dalla mattina di sabato animeranno il piccolo comune della Valle Bormida che per il XIV Raduno Nazionale dei “Polentari” si trasformerà una “mini Italia del Gusto”. Nelle vie di Ponti, infatti, si potranno degustare anche altre specialità tipiche delle 17 delegazioni di polentari in arrivo da Piemonte, Emilia Romagna, Veneto, Trentino, Toscana, Lazio, Marche, Umbria e Sardegna. La musica live e fuochi d’artificio animeranno poi la lunga “Notte gialla” di sabato. Domenica l’ultimo saluto alle 17 delegazioni di “polentari” con la Santa Messa, alle 11, e il pranzo con il “passaggio di testimone” alla delegazione che ospiterà, tra due anni, il XV Raduno dei Polentari d’Italia.

L’evento è nato dal sogno di Valter Mita, “padre” dei Polentari d’Italia: conoscere e riunire tutte le associazioni e i comitati che festeggiano la polenta. Così inizia nel 1988 il lavoro di ricerca, contatto e incontri che porteranno alla proposta di organizzare un raduno nazionale e dieci anni dopo la costituzione dell’Associazione Polentari d’Italia, avvenuta il 27 maggio 1998.

Il primo Raduno dei Polentari d’Italia avvenne nei giorni 28, 29, 30 maggio 1993 quando 13 paesi portarono tra le mura dell’antica cittadina (Sermoneta) i profumi ed i sapori delle rispettive polente ottenendo un grande successo di pubblico e di critica. Visto il grande successo dell’evento si decise che, ogni due anni, questo incontro culinario-culturale sarebbe stato ripetuto nelle varie Associazioni che avevano aderito. L’evento, che ha cadenza biennale, è l’occasione di incontro tra le delegazioni e la presentazione delle loro ricette tradizionali della polenta. Un confronto e non una sfida tra le polente, una vera scuola di cucina regionale espressa dalle capacità culturali e gastronomiche dei polentari