Ricorderete che vi avevo parlato del “giro delle tre chiese” in quel di Serravalle Scrivia. Una era la Chiesa di Cappellezza  (m 335), la seconda Chiesetta, la piccola Edicola Votiva di Sant’Ambrogio (m 370) mentre la terza tappa ( m 340 – 3 km percorsi ) era presso la Chiesetta di Montei, luogo in cui non riuscii ad arrivare ed a documentarne la bellezza.

Ebbene, ci sono tornato oggi per completare il mio giro con l’ultimo tassello mancante.

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Stavolta però propongo il sentiero 292a, collegato ai sentieri 292 e 299 (tratto Colle Ratto – Chiesetta di Montei) che consente di realizzare un anello intorno al paese di Serravalle Scrivia.
Il sentiero parte nei pressi della Chiesetta di Montei, procede in continua discesa sullo sterrato che dapprima costeggia l’antica Masseria Montei e poi altre abitazioni oramai abbandonate fino a giungere su una carrozzabile inghiaiata che aggira il sito di una recente frana.
Il percorso imbocca Via Montei e poi Via Abbazia, prosegue all’interno del Parco Pubblico Comunale, dominato dalla storica dimora signorile di Villa Caffarena, giungendo in Piazza Carducci, da dove, svoltando a sinistra, si raggiunge in breve la stazione di Serravalle Scrivia.

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La vista di Serravalle Scrivia dall’alto

La storia:

Nell’anno 1867 una certa Maria Sancristofaro, ebbe la felice idea di costruire una cappella dedicata alla Beata Vergine del Carmelo a Montei. Fu scelto un piccolo poggio al centro dell’abitato. Con la grande fede di quel tempo, molti aderirono all’iniziativa e venne realizzato il progetto.
Tutti i confinanti del terreno prescelto donarono il terreno necessario alla costruzione e con altri serravallesi unirono denaro e forza di lavoro. Possiamo immaginare con quale fatica portarono sul luogo il materiale necessario, consistente principalmente in sabbia e pietre del torrente Scrivia, usando il sentiero detto “dei Ciaponi” … Così venne costruito il piccolo santuario come si presenta ancora oggi, e cioè con annessa sacrestia e portico. Di documenti autentici ne rimane solo uno, la lista delle firme dei donatori (peraltro in cattivo stato).

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La chiesetta di Montei

Per qualche anno, quel luogo di culto, fu di proprietà di tutto il vicinato, che continuò a provvedere gli oggetti necessari a celebrare le funzioni religiose. Si ricorda che era un frate francescano a recarsi lassù ogni domenica per celebrare la Santa Messa.
In seguito, per motivi a noi sconosciuti, venne affidata ad un “Abate” del quale non abbiamo notizie. Quando finì il tempo del suddetto “Abate”, negli anni 1879-1880, fu necessario che il piccolo santuario appartenesse ad un responsabile testatario. Lo comprò uno dei confinanti, tale Celestino Sancristofaro, trisnonno delle famiglie Sancristofaro di oggi. Lo pagò ottanta lire, come da strumento notarile, visto da noi ma perso nel tempo. Alla morte del suddetto Celestino passò in eredità al figlio maschio Cesare Sancristofaro, che ne rimase proprietario fino al 1972 quando venne a mancare. Tra le altre cose, fu lui a recarsi a Recco per comprare le corone dorate!

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Con l’aiuto dell’allora Parroco di Serravalle, Monsignor Teresio Angeleri, vennero fatte le ricerche del caso presso l’Ufficio Catastale di Novi “dove mi recai di presenza” si seppe così che, da nuove leggi la chiesetta era passata di proprietà alla Curia Vescovile di Tortona.
Molti giovani serravallesi celebrarono le loro nozze e la prima comunione lassù, in quel luogo caro a tutti.
Negli anni 1960-1970 accadde che i ladri rubarono un prezioso mobile del 600 anche se era stato incastrato nel muro, presero candelabri, ampolle, le belle pianete e le tovaglie. Poi un fulmine colpì il campanile e danneggiò anche le campane.

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Nel 1966 con l’avvicinarsi del centenario della fondazione Luigi Sancristofaro, istituì un comitato, perché venisse celebrata il più degnamente possibile la ricorrenza. Era necessario che la strada detta “della Bollina” fosse allargata ed asfaltata e nell’anno venne realizzata con numerose giornate di lavoro eseguite dai membri del comitato e da altri volontari.
Venne costruito il muro di cinta per contenere il terrapieno che doveva dare ampiezza al sagrato e i relativi tre gradoni, venne rimessa a nuovo la Cappella e ridipinta la statua dal pittore Salsa di Serravalle.
Fu allestita una grande illuminazione all’interno ed all’esterno della chiesa da Renzo Casella. Si arrivò intanto al fastoso giorno del centenario, vennero celebrate grandi funzioni religiose da Mons. Angeleri e da un vescovo di colore mandato dalla Diocesi di Tortona.
Poi ebbe luogo la festa folcloristica con la pesca di beneficenza. Partecipò la Banda Musicale di Serravalle e fu allestito lo spettacolo dei fuochi d’artificio, quindi un lauto rinfresco per tutti.
Di nuovo la popolazione fu al quanto generosa nelle offerte e contribuì alle spese.
Passarono alcuni anni, durante i quali i soliti affezionati, mantennero il luogo custodito nella maniera migliore, ma il tempo e le intemperie richiesero altro lavoro di manutenzione. Il piccolo conto bancario faceva acqua; ma nel 1984 una omonima della Maria Sancristofaro venne a mancare. Lasciò i suoi risparmi di una vita di duro lavoro a beneficio del santuario che aggiunti al ricavato degli oggetti d’oro accumulati
nel tempo dai devoti della Madonna, bastarono a rifare il tetto ridotto male. Inoltre furono messi a dimora i due bellissimi abeti e la siepe lungo tutto il perimetro del piccolo prato. Della mano d’opera se ne occuparono i soliti fedelissimi.
Poi venne il nuovo parroco Mons. Emilio Bovone, anch’esso devotissimo della Beata Vergine del Carmelo, e rapito dalla bellezza del luogo. Profondo conoscitore delle necessità presenti; le radici del platano avevano rimosso il pavimento esistente; se ne occupò personalmente, e se ne occupa tuttora, realizzando
lavori importanti di sostegno e abbellimento. Nell’anno 2000 ritornarono i ladri e malgrado le porte di ferro che parevano sicure, tolsero una finestra e parte del muro, e portarono via la preziosa statua lignea della Madonna, nonché del Sacro Cuore, anch’esso ligneo di mirabile fattura, quindi anche del piccolo Tabernacolo.
Monsignor Bovone sostituì l’amata Madonnina, con un’altra, sempre del Carmelo, e così pure un nuovo Tabernacolo. L’11 aprile 2003, il terremoto provocò altri gravi danni ai muri perimetrali che ben presto vennero restaurati.
Durante il mese di maggio, ogni sera si recitava il Santo Rosario al quale tutto il vicinato partecipava, c’erano tutti gli anziani e i giovani del tempo.
Anche oggi un gruppo di persone dà il meglio di sé per conservare ed abbellire il piccolo Santuario, realizzando belle cose come tende, tappeti, tovaglie. Per l’annuale festa del 16 luglio non risparmiano fatiche e tempo.