Domani sarà il 4 di novembre, una data molto significativa.

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Il 2018 è l’anno del centenario dalla fine della Grande Guerra 1914-1918 e in tutta Europa si organizzano eventi e celebrazioni. In segno di rispettosa riconoscenza ed immenso onore per tutti i Nostri Caduti che in quegli anni, a seguito dei  tragici eventi bellici, furono chiamati al sacrificio più importante in nome della Nostra Patria.

A livello nazionale e locale sono molte le iniziative intraprese.

L’estate del 1914 segnò l’inizio della Prima guerra mondiale, il  più grande conflitto mai visto, una carneficina che coinvolse quasi tutti i continenti, gran parte delle Nazioni e dei loro abitanti, cambiandone per sempre il destino. Tante e tali sono state le novità, le implicazioni, le conseguenze di quel conflitto conclusosi nell’autunno 1918 che solo ad un secolo di distanza il mondo sembra uscire dai solchi che produsse.

Quando furono firmati gli armistizi tra i belligeranti, le vittime si contavano a decine di milioni, mentre i sopravvissuti dovettero adattarsi ad un mondo nuovo e fortemente instabile. Crimini e orrori in vasta scala, armi nuove e micidiali, indifferenza per le spaventose perdite militari e civili hanno accomunato quasi tutti i numerosi fronti aperti.

L’italia entrò in guerra nel 1915, il 24 maggio. Paese povero e impreparato, si trovò presto in trincea per difendere il proprio territorio.

La disfatta di Caporetto nell’ottobre 1917 fu il momento più difficile, ma la resistenza sulla linea del Piave consentì la riscossa fino alla resa degli austriaci a Vittorio Veneto il 4 novembre. L’entusiasmo per la vittoria durò poco, tanti e tali erano stati i sacrifici imposti al Paese. Un mondo era finito, e la nuova era si presentava assai fosca.

Soldati

Si sta come

d’autunno

sugli alberi

le foglie.

(G. Ungaretti)

San Martino del Carso

Ma nel cuore

nessuna croce manca.

E’ il mio cuore

il paese più straziato.

(G. Ungaretti)

Sono una creatura

Come questa pietra

è il mio pianto

che non si vede.

La morte

si sconta

vivendo.

(G. Ungaretti)