Paolo Giacometti, musicista drammaturgo italiano e novese

Novi Ligure, una delle vie centrali, Via Paolo Giacometti, porta al Palazzo del Comune, dove c’è il salone di rappresentanza, l’ufficio del Sindaco, la sala del Consiglio. E appena entrando sulla destra vi è una lapide con busto dedicata al musicista novese. E’ datata 21 giugno 1885.

Chi fu Paolo Giacometti (Novi Ligure, 19 marzo 1816 – Gazzuolo, 31 agosto 1882), un drammaturgo italiano. Giacometti ha legato il suo nome alla città di Genova, città nella quale si trasferì in tenera età, dopo la morte del padre, avvenuta nel 1817.Frequentò il Collegio Reale iscrivendosi poi all’università per dedicarsi agli studi giuridici.
All’età di diciannove anni compose Rosilde, dramma in versi in quattro atti. Il successo dell’opera, rappresentata a Genova, lo indusse ad abbandonare l’ufficio del Causidico presso cui aveva trovato lavoro per dedicarsi interamente al teatro.Dopo aver composto due commedie – Il poeta e la ballerina e Quattro donne in una casa – con l’intento di descrivere la vita eroica del navigatore, si dedicò all’opera intitolata a Cristoforo Colombo. Queste opere cominciano a farlo conoscere anche fuori dal mondo teatrale genovese. Le sue opere vengono rappresentate a Torino, Palermo, Lucca, Firenze, Roma, Venezia, consentendogli di entrare in contatto con letterati dell’epoca, quali Niccolini, Paravia, Brofferio, Prati.Divenuto noto in tutta Italia, compone altre opere: Un poema e una cambialeFieschi e FregosoPer mia madre ciecaLe tre classi della societàCamilla Faà di CasaleCarlo II StuartPaolo da NoviLa benefattriceL’amico di tuttiI misteri dei morti.Affascinato dagli eventi politici del tempo, è proprio nel pieno del periodo risorgimentale che Giacometti scrive più alacremente. Sono di questo periodo: Cola di Rienzo e la serie di drammi politico-sociali Le metamorfosi politicheLa moglie dell’esuleInclinazioni e votiIl milionario e l’artistaGli educatori del popoloNobili, cittadini e plebeiIl villaggio e la cittàIl patrimonio dell’orfanaLa dama in seconde nozze.La sua opera migliore, La morte civile (1861), atto d’accusa contro l’indissolubilità del matrimonio, suscitò l’entusiasmo di Émile Zola e, per anni, costituì un saggio in cui si cimentarono alcuni dei maggiori attori tragici italiani.Nel 1849 succede ad Alberto Nota come commediografo della Regia Compagnia Sarda di Torino. Ma la separazione dalla moglie infedele getta il drammaturgo in un periodo di profonda crisi. Risalgono a questo periodo le sue due opere più famose: il dramma La colpa vendica la colpaInclinazione e voti e La morte civile.Nel 1854, viene chiamato a Gazzuolo, vicino a Mantova, per risollevare le sorti di una compagnia teatrale locale in crisi. Qui scrive il Torquato Tasso e conosce la sua futura seconda moglie. Nel 1878, invecchiato precocemente e sofferente nel fisico, Giacometti torna a stabilirsi nella città natale, dove trascorre un periodo tranquillo e scrive tra l’altro La lettera anonima.Nel 1882, torna a Gazzuolo, per rivedere il borgo in cui aveva trascorso momenti felici. Vi muore il 31 agosto dello stesso anno. È sepolto a Genova (che gli ha dedicato una via), nel cimitero monumentale di Staglieno.

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