L’Abbazia di Santo Stefano a Genova

A Genova, chissà quante volte mi era già capitato di passare in Via XX Settembre senza averci mai fatto troppo caso; l’ultima volta, pochi giorni or sono, ho scorto un’indicazione che indirizzava a salire su un piano più alto. Una buona occasione per scoprire l’Abbazia di Santo Stefano.

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La chiesa di S.Stefano a Genova è uno dei luoghi di culto più noti della città e vista la sua posizione, praticamente sopra la famosa via XX Settembre, è sicuramente un luogo da scoprire per chi ancora non lo conoscesse.

Genova è una città che riserva sempre delle sorprese e girando per la vecchia “Superba” si scoprono frequentemente luoghi e storie interessanti.

Nella chiesa di S. Stefano, che forse sarebbe meglio chiamare abbazia, secondo quello che ci narra la storia  vi fu battezzato Cristoforo Colombo.

Passeggiando per Genova in molti soprattutto turisti, ma anche genovesi che poco frequentano il centro città, si chiedono spesso cosa sia  quella meraviglia tutta medioevale che si scorge li, collocata in alto, mentre si percorre facendo shopping o andando a lavorare la vivacissima via XX settembre. Con tutte le caratteristiche della vecchia abbazia medioevale , entrando nella chiesa di S. Stefano si viene catapultati nel passato e pare di varcare le porte di una chiesa di quei vecchi monasteri che si trovano frequentemente in Bretagna.

Infatti le sue origini pare risalgono al V Secolo, per poi arrivare dopo varie vicissitudini, incursioni saracene, distruzioni e ricostruzioni fino ai giorni nostri.

Le cronache raccontano che fu intitolata a S. Stefano nel 972 prima dell’anno 1000  e che la sua ultima ristrutturazione risale al 1955.

Riferimento:  https://www.genovagolosa.it/chiesa-s-stefano-genova/

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Sede per secoli dell’abbazia benedettina fondata verso il Mille dal vescovo Teodolfo II per vangelizzare la zona orientale della città, la chiesa di Santo Stefano, così come appare oggi, venne costruita dai monaci bobbiesi alla fine del XII secolo e consacrata nel 1217. Nella stessa zona, molti secoli prima, si trovava una chiesetta dedicata a San Michele Arcangelo. Il monastero subì alterne vicende: parzialmente demolito nel Cinquecento per la costruzione della Porta d’Archi venne riedificato a metà del Seicento e definitivamente cancellato dal restauro di Alfredo D’Andrade nel 1912-16. La chiesa, a sua volta rimaneggiata nel Trecento (costruzione della cupola e della cella campanaria), ampliata dal 1453 al 1497 (ampliamento della cappella a nord, costruzione dell’altare dedicato a San Michele, edificazione della cantoria), dominava la Porta d’Archi al culmine di una collinetta che venne tagliata, assieme alle cappelle del lato destro di Santo Stefano, alla fine dell’Ottocento per il tracciamento di via XX Settembre. Nel 1908 accanto alla vecchia chiesa ne venne edificata una nuova, dotata di tredici altari. Entrambi gli edifici furono duramente colpiti dai bombardamenti della seconda guerra mondiale.
Dal 1942 al 1955 la chiesa originaria venne riedificata nello stesso luogo seguendo lo stile romanico.
La facciata della chiesa, a fasce bianche e nere, è probabilmente la prima a Genova decorata col paramento bicromo: la ornano un portale ogivale strombato, il grande rosone e una corona di archetti pensili. La parte di maggior pregio – e anche la più antica – è però l’abside, che si sviluppa sull’alto zoccolo con un motivo di arcate cieche sormontate da arcatelle. L’interno ha pianta ad aula e presbiterio sopraelevato; ai lati, accesso alla cripta preromanica (rifatta in seguito ai danni dell’ultima guerra), dove sono visibili un bassorilievo quattrocentesco con “San Michele che sconfigge il drago” e il fonte a cui sarebbe stato battezzato Cristoforo Colombo. Sulla parete destra si trova il “Martirio di Santo Stefano” (1524), uno tra i quadri più famosi di Giulio Romano; sulla controfacciata, resti della cantoria del ‘400. Notevoli anche una “Sacra Famiglia” di Domenico Piola, una “Madonna col Bambino, Santo Stefano e altri santi” di Bernardo Castello (in sacrestia) e dipinti di Valerio Castello, Giovan Battista Merano e Gregorio De Ferrari.

Riferimento: http://www.irolli.it/chiesa_genova/3/chiesa-di-santo-stefano.html

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