Ogni anno, con l’inizio dell’estate, iniziano a proliferare le sagre in ogni dove, dai paesini più sperduti alle cittadine di una certa importanza. E ritorna il dubbio su quanto possa coinvolgere il territorio locale usare il pretesto di un prodotto cucinato e servito anche a code di persone in attesa. Per lo più le sagre si svolgono in aree attrezzate, giustamente dico io, ma al di fuori di esse il paese non c’è! Resisto alla tentazione, ma lo gnocco o il pesce in collina rimangono un pretesto. Il vino, chiarisce meglio quello che è un territorio. E le pesche forse no!? Forse ecco, le sagre nella migliore delle ipotesi, le sagre sanno esaltare meglio quelli che sono i prodotti del territorio. Le sagre diventano tradizione e le tradizioni sono un ripetersi nel tempo di gesti, nulla più. Ma le bellezze dei nostri paesi, delle nostre piccole cittadine, si nascondono soprattutto nelle chiese, nei palazzi storici, in angoli nascosti e forse mai raccontati proprio come si dovrebbe. Certi paesi sanno come rendere più attraente un territorio. A volte con un pretesto, come “il paese fiorito”. A volte con scelte di amministrazioni locali che impostano una linea per valorizzare l’esistente o creando nuove soluzioni, superando il passato.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui