Prendo spunto da un articolo pubblicato su LA STAMPA di oggi riguardo internet veloce. Il pezzo sostiene che il divario digitale continua a rappresentare un’emergenza nei centri montani e le zone marginali del Piemonte. A livello regionale, c’è un investimento di 284 milioni per cablare 1.206 centri (tra Comuni e località), la maggior parte con la rete fatta di cavi che arrivano fin dentro le case con velocità massìma di 1 giga. Altrove, la banda ultralarga arriverà con sistemi wireless senza fili. Ora, vorrei dire che nel 2004 quando mi candidai per diventare Sindaco di un piccolo paese di 1000 abitanti, già si parlava di divario digitale e molti candidati a Sindaco inserivano l’implementazione di internet nei Comuni. Ebbene, da allora, ci sarà pur stato uno sviluppo nelle tecnologie, tanto che ormai si parla di 5G, ma non è stata risolta la questione, vero e proprio passo avanti tecnologico, per la diffusione della rete nelle zone più marginali del Piemonte e, perché no, del Paese.

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