Riflessioni in libertà

La fortuna di un territorio è in gran parte frutto del lavoro delle donne e degli uomini che vi abitano,  più che della generosità o meno della natura. E questo è ancora più vero nella quarta rivoluzione industriale, dove lo sviluppo tecnologico e la digitalizzazione hanno trasformato l’economia e la società, rendendo tutto più accessibile e raggiungibile ed eliminando di fatto ogni barriera fisica e culturale.

L’essere umano è da sempre costruttore e artefice del suo territorio, sia nel bene che nel male. Oggi, per chi ha accesso alle nuove tecnologie, le difficoltà poste dalla natura o dalla collocazione geografica sono un limite invalicabile solo per chi non ha obiettivi e strategie da perseguire e non ha amore e passione per la propria terra.

Vi sono territori apparentemente svantaggiati che hanno ugualmente conosciuto sviluppo, crescita e benessere.

Sono quelli in cui i governi locali si sono dimostrati capaci di creare punti di attrazione rispondendo alla globalizzazione con la creazione di una forte identità del territorio, delle sue tradizioni, della sua cultura.

Dopo l’iniziale abbandono dell’economia rurale, si è ritornati a modernizzarla, assistendo gli operatori con tutta una serie di strumenti tecnici, scientifici e commerciali per fare meglio sia nella produzione che nella commercializzazione e nell’integrazione con il settore turistico.

Avere cura ed amore per il nostro territorio è condizione imprescindibile per lo sviluppo.

La disaffezione verso il proprio territorio, una mancanza di amore per la propria patria locale, ha consentito in alcuni casi l’impoverimento, il degrado.

Bisogna essere consapevoli ed avere coscienza del territorio come bene comune.

Bisogna ripartire dal territorio, dalla sua comunità, dalle infinite possibilità che oggi abbiamo grazie alle nuove tecnologie, ai nuovi bisogni emergenti, alle opportunità che offre un mondo globalizzato e senza confini. Un territorio che non è più un mero dato di fatto, ma un soggetto vivente, dotato di identità sociale, ambientale, di saperi peculiari, da proteggere e da amare.

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