Novi Ligure scomparsa…

In via Roma, presso la piazza Carenzi, sorgeva la chiesa di S. Francesco Saverio, compatrono della nostra città, inaugurata il 29 settembre del 1759, festa dell’arcangelo S. Michele. La chiesa era di modeste dimensioni. La presenza dei Gesuiti nella nostra città risale tuttavia all’anno precedente: infatti il 6 novembre del 1758 in quello che è oggi il palazzo delle carceri avevano aperto una scuola di Rettorica, Umanità e Grammatica con 81 alunni. Breve durata ebbe il Collegio dei Gesuiti tra di noi: infatti nel 1773 la loro Congregazione era soppressa mentre fervevano i lavori di costruzione del palazzo.

In fondo a via Roma , angolo piazza XX Settembre, esiste una strana costruzione ad elementi sovrapposti che il popolino ancor oggi chiama «a ca di Prevì» ossia la casa dei Preti. Era infatti sino al secolo XVIII un oratorio dedicato ai Santi Giovanni e Paolo, officiato dai Sacerdoti Secolari.

In piazza XX Settembre esistevano i vecchi quartieri militari e la chiesetta ( «a giesiora») della SS. Concezione. Anche in passato era chiamata la chiesetta, per le sue piccole proporzioni. Nella carta del Vinzoni del maggio 1762 è indicata come la «chiesola».

FB_IMG_1551207236600

In via Cavanna nel corso del 1960 è stata abbattuta la chiesa con il chiostro dei Frati Minori osservanti, un tempo sistemati in un convento del secolo XV situato tra la Brichetta e la Maina, in località «a Tacchino» e poi passati nella sede di via Cavanna, il 9 febbraio del 1529 perché il Convento fuori porta di Genova era stato demolito sotto Francesco «per gelosia che apportava al Castello». Da via Cavanna i frati si erano trasferiti prima della seconda guerra mondiale in viale della Rimembranza, dove si erano allogati nella palestra e negli edifici della Società Ginnica «Forza e Virtù».

In via de Ambrosis è scomparso il quartiere militare del reggimento di Cavalleria qui di stanza e trasferito a Voghera e a Fossano il 15 novembre del 1889. L’edificio aveva poi ospitato le scuole elementari ed oggi è trasformato in una modernissima fabbrica di prodotti chimici. Proprio nella piazzetta su via Marconi, in tempi assai antichi, doveva sorgere una cappelletta che vecchie carte chiamano del «chiericone». I bombardamenti aerei del 1945 hanno completamente cancellato l’antica impronta di via Orfanotrofio e di via Dominio, distruggendo la chiesetta delle suore Clarisse, riedificata arretrando la facciata di qualche metro. Un altro convento scomparso è quello del Carmine sorto al termine di quella contrada (oggi via Solferino) il 13 maggio del 1479 sotto il doge Battista di Campofregoso e retto per la prima volta da padre Ugolino de’ Marenchi. Le cannonate della battaglia di Novi del 15 agosto 1799 riducevano in franrtumi la chiesa con una cupola di notevole altezza, sproporzionata alla mole della costruzione sacra.

Il Convento dei Cappuccini sorgeva dove oggi è l’asilo Garibaldi. L’edificio risaliva al 1598 ed era consacrato da Mons. Gambara, Vescovo di Tortona. Nel 1891 si cominciava a demolire la chiesa per costruire il nuovo asilo inaugurato nel 1893. La sede primitiva era in via Orfanotrofio, vicolo Asilo vecchio, di fronte al palazzo Spinola delle Suore Pietrine e occupava l’area di una cappella che le carte del secolo XVIII indicano con quella dell’Annunciata e appartenente alla famiglia Pongiglione o dei Garbagnoli, i cui antenati risalgono, con tutta probabilità, alla fondazione della città.

Un altro convento detto della SS. Annunziata sorgeva nel palazzo a ridosso della Collegiata e ospitò per qualche tempo le scuole elementari. Un altro era situato alla «Casetta», località di non facile ubicazione ed era stato soppresso nel 1581.

In via Cavour è rimasta, ma destinata ad altro uso, la sede della chiesa di S. Giovanni dei Pellegrini, annessa all’ospedale mentre invece si è dovuto demolire l’oratorio di S. Bernardino nel 1952 perché gravemente pericolante. Le carte più importanti dell’archivio sono state portate presso la chiesa di S. Pietro da cui dipendeva.

Le notizie storiche sopra riportate sono tratte da un libro di Serafino Cavazza, “Novi antica e moderna”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.