Cristiano Collo ed il suo Everesting

Chissà quanti di voi sanno che Cristiano Collo, biker alessandrino, tra sabato 21 e domenica 22 Settembre 2019 tenterà l’avventura, perché così gli piace chiamarla, addirittura potrebbe essere un’impresa, ma a lui piace che a definirla tale siano gli altri , di compiere un Everesting sulle strade che hanno visto muovere i primi colpi di pedale al Campionissimo Fausto Coppi.

Buongiorno Cristiano, mi spiega in poche parole di cosa si tratta e perché si può definire un’impresa?

Beh, ecco, il lato sportivo dell’evento che si riduce al cercare di completare un numero di ascese al paese del Campionissimo, partendo dalla piazza antistante l’edificio del Comune di Villalvernia, fino ad accumulare un dislivello positivo pari all’altezza del Monte Everest (8848 mt). L’Everesting, questo il nome tecnico della sfida, è nato in Australia ed è realizzabile su qualunque salita al mondo seguendo rigide regole tra le quali la possibilità di compiere soste ma il divieto assoluto di dormire per l’intera durata della prova.
Per certificare l’avvenuta riuscita sarà necessario inviare la traccia registrata dai dispositivi GPS alla giuria ed attendere il loro riscontro.
Per concludere il capito strettamente legato all’avventura il programma che mi sono dato prevede il compimento di 26 ascese, con relative discese, a Castellania-Coppi per un totale di 385 km di distanza percorsa; le previsioni sulla durata – avendo già provato ad eseguire 10 ascese consecutive – dicono che si tratterà di uno sforzo complessivo (soste incluse) di circa 30 ore.

Quindi, quando inizierà la prova?

La partenza è prevista alle ore 15.00 di sabato – l’ora scelta non è casuale ma non potendola compiere questa avventura il 15 Settembre, compleanno di Fausto Coppi, per via dei già numerosi eventi organizzati da tempo, ho cosi deciso a modo mio che il 15 doveva assolutamente entrare nell’evento – l’arrivo non è previsto prima delle ore 17.00 di domenica 22 Settembre.

Oltre l’impresa, l’evento sportivo, quale altro obiettivo si pone?

Esaurito quello che io reputo il capitolo meno importante, quello sportivo, mi voglio concentrare maggiormente su quello che rappresenta il vero motore di questa mia personale avventura ossia l’aspetto benefico dell’iniziativa. Per spiegarlo al meglio occorre fare un piccolo passo indietro per comprendere come quella che può sembrare una pazzia agli occhi di molti, ammettendo che qualche volta la sia apparsa anche ai miei, abbia preso forma.
La passione per lo sport non mi è mai mancata tant’è che ne ha fatto un lavoro attraverso gli anni di studi in Scienze Motorie, la bici invece l’ho scoperta quasi per caso a 16 anni a seguito di un infortunio giocando a calcio e da quell’estate ho faticato sempre di più a scendere dalla sella. Essendo una persona che vive per traguardi ha iniziato ad accrescere in me la passione strada facendo e così ho completato il giro dei 4 passi dolomitici in un giorno solo (Gardena – Pordoi – Campolongo – Sella) a 16 anni e l’anno successivo ho affrontato per la prima volta la salita al Colle dell’Agnello partendo da Sampeyre. Gli anni sono passati ed il mio interesse verso un ciclismo “non-convenzionale” è aumentato sempre di più; ho conosciuto l’ultracycling, al momento solo da spettatore, una disciplina che prevede gare su distanze ben più lunghe di una normale tappa dei grandi Giri. Proprio nell’ultracycling si cimenta quello che è il mio idolo ciclistico attuale e al quale silenziosamente traggo esempio: Omar Di Felice.

Quindi, sempre alla ricerca di nuovi traguardi?

Parlando di traguardi, mano a mano che cercavo di spostare sempre un pochino più in là l’asticella che definisse i miei limiti passando per: due partecipazioni alle HERO DOLOMTES (la prima con scarsa fortuna la seconda invece mi ha visto completare il percorso corto), la voglia di andare ad esplorare quelle salite che avevo visto solo in tv al Giro d’Italia o al Tour de France affrontando dunque il Galibier e nuovamente il Colle dell’Agnello e l’Izoard nello stesso giorno.
Serviva dunque un obiettivo ancora più in là ed ecco che è comparso l’Everesting ma visto che non si tratta di una sfida qualunque ho voluto che a muoversi non fosse solo la mia volontà di riuscire ma un motore molto più forte di tutto, quello del cercare di far star bene gli altri.
Tramite Giuseppe Ottonelli presidente dell’A.S.D. I Bric di Alessandria, per la quale sono tesserato, e proprietario di Ottonelli Cicli abbiamo deciso di creare una raccolta fondi da destinare all’associazione ONLUS “Io Arrivo Prima” che si occupa di dare sostegno alle famiglie con bambini nati prematuri (così come Cristiano del resto).

E qui sotto ecco l’IBAN a cui fare le donazioni indicando come causale IO ARRIVO PRIMA – EVERESTING CASTELLANIA – IBAN: IT51J0311148510000000000167

Messo in moto lo scopo benefico non ha tardato a giungere l’interesse dei due comuni coinvolti nel percorso che si sono dimostrati da subito disponibilissimi e pronti a cercare di soddisfare ogni mia richiesta.

Grazie Cristiano e come si dice…”in bocca al lupo per la buona riuscita della sua impresa”!

Ce la metterò tutta, crepi il lupo, naturalmente!

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