La chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta in Villalvernia

Ho appena finito di sfogliare una pubblicazione che tratta della CHIESA PARROCCHIALE di SANTA MARIA ASSUNTA in Villalvernia. Si tratta di 36 pagine – 7 sono completamente bianche – corredate di testi e immagini. La presentazione è firmata da padre Lorenzo Bergantin (arciprete di Villalvernia). Un primo capitolo è intitolato VILLALVERNIA, sul paese fino ad arrivare alla chiesa parrocchiale. Quindi LE ORIGINI STORICHE, dal 1600 ai giorni più recenti. Più tecnico ed interessante, il capitolo su L’ARCHITETTURA. Nella parte dedicata a GLI INTERNI e LE OPERE D’ARTE possiamo trovare una bella descrizione sulle geometrie della struttura, delle tele, degli affreschi, degli altari con le statue.

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Ho raccolto qualche maggior informazione da Chiara Lovazzano, che ha curato la redazione storico-architettonica e grafica.

Ciao Chiara, a distanza di quasi un anno dalla presentazione del volume di Gian Carlo Vaccari, titolato “Storia di VILLALVERNIA”, in cui si parlava in alcune pagine della chiesa parrocchiale, ma senza alcuna immagine, ecco questa pubblicazione, ricca di immagini e di spiegazioni. Qual’è stata la motivazione maggiore che ti ha spinto in questa ricerca documentale e fotografica?

Il libretto monografico che domenica 13 ottobre è stato presentato alla comunità parrocchiale di Villalvernia, in occasione delle Giornate FAI d’autunno, è stato redatto con l’intento di delineare un profilo accettabile, dal punto di vista storico, architettonico e artistico, del nostro tempio.

Quindi una lettura rivolta a tutti i villalverniesi?

Il progetto di questo breve saggio, nasce essenzialmente dallo stimabile proposito di Padre Lorenzo Bergantin, di coinvolgere non solo i fedeli, ma più in generale tutti gli abitanti di Villalvernia, nella comprensione e nella conoscenza di un’opera tanto imponente quanto singolare nel contenuto ideologico della sua forma ed è frutto della preziosa opera di valorizzazione del patrimonio architettonico parrocchiale da lui compiuta.

Tecnicamente cosa attrae di più della chiesa parrocchiale di Villalvernia?

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La maestosa chiesa intitolata a Santa Maria Assunta, edificata a più riprese a partire dal XVII secolo, stupisce infatti per le imponenti ed inaspettate dimensioni , ma ancor più incuriosisce per l’allusività della forma che la contraddistingue: l’utilizzo della planimetria ottagonale, pur valendosi di un precedente storico rilevante, nell’architettura battisteriale del XI secolo, resta di fatto un elemento tipologico assolutamente inconsueto nell’area geografica di appartenenza della parrocchiale villalverniese.

La chiesa di Villalvernia ha dimensioni maestose, forse una delle più grandi tra i paesi vicini. Evidentemente c’era un progetto ambizioso.

Dalla narrazione degli eventi storici che hanno portato a compimento l’ambizioso progetto e dall’analisi degli elementi architettonici che vengono messi in evidenza nella monografia sulla parrocchiale di Santa Maria Assunta, è possibile comprendere come, in linea generale, l’agire architettonico delle comunità cristiane possa essere inteso come esito di articolati processi di creazione, ideazione e trasformazione, poiché il luogo di culto e la comunità si rispecchiano reciprocamente. Essere parte di una comunità significa anche conoscere la storia del luogo dove si vive; appartenere a quel luogo vuol dire imparare ad apprezzare le persone che lo hanno abitato, il loro esempio ed il loro lavoro, a cominciare da questa immane opera compiuta che ci hanno lasciato in eredità.

Grazie Chiara!

In conclusione, mi piace scrivere che sarebbe stato bello dedicare almeno una serata per presentare questo lavoro. Chissà, non è mai troppo tardi…

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