Il Borgo di Via Interiore

Conoscete Via Interiore ad Arquata Scrivia? Ho cercato qualche notizia attendibile e chiara sul sito del FAI. L’attuale centro storico di Arquata Scrivia si sviluppa intorno a Via Interiore e sorge ai piedi dell’antico Castello, di cui oggi rimane una Torre e qualche rudere. L’accesso alla parte meridionale del Borgo faceva parte di una torre-porta inglobata all’interno di un edificio del XV secolo. Proseguendo per Via Interiore si possono notare, soprattutto all’interno dei vicoli che si dipartono dalla strada, portali di pietra databili tra il XIII e XV secolo, archi a sesto acuto, archetti pensili e due pozzi che servivano all’approvvigionamento idrico della comunità. La torre–porta a nord è in migliore stato di conservazione e la sua struttura si staglia con evidenza dalla casa in cui è inglobata. Sempre in Via Interiore merita particolare attenzione un edificio che ha mantenuto le sue caratteristiche di epoca tardo medievale quasi inalterate attraverso il tempo: la Casa Gotica, oggi di proprietà comunale. Davvero singolari le originali strutture lignee di questa antica abitazione. Circa a metà della via sorge la Chiesa Parrocchiale di San Giacomo, di fondazione romanica ma più volte modificata nel tempo. Ad una prima osservazione dell’interno, oggi a cinque navate, si notano infatti i pilastri ottagonali medievali, elementi barocchi e decori ottocenteschi. A sinistra si apre la Cappella dell’Assunta, sormontata da una piccola cupola con affreschi dei quattro evangelisti, che ospita la statua lignea della Madonna Assunta scolpita da Bartolomeo Carrea nel 1802. Proprio di fronte alla Chiesa Parrocchiale si trova l’Oratorio della Confraternita dei Disciplinanti, attualmente denominata di S. Carlo, che sovrasta la scalinata dell’antica Contrada del Forno, al centro del Borgo Interiore, guardato dall’alto dalla torre del castello. La notizia più antica della sua esistenza è del 1478 e si trova in un testamento redatto in un atto notarile, che lo menziona come oratorio di S. Maria di Arquata. Dopo l’aggregazione della confraternita all’Arciconfraternita del Gonfalone di Roma nel 1607 l’edificio verrà sempre citato come oratorio di S. Maria V. Assunta, anche se attualmente è denominato sovente e impropriamente oratorio di S. Anna.

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