Proviamo a fare una visita virtuale nella chiesa della Parrocchia della Pieve in Novi Ligure.

Arrivati sul piazzale antistante la chiesa possiamo vedere che la Pieve è preceduta da un portico, nel quale si aprono tre archi di cui il centrale è il maggiore. Sopra si legge la data del 1678, anno in cui il tempio fu restaurato. Sul lato destro era addossato il vecchio edificio della scuola che aveva incorporato anche l’arco di destra. Queste costruzioni furono demolite quando fu ripristinata la Pieve alla dignità parrocchiale.

La chiesa primitiva era senza campanile. Quello che si vede fu eretto nel 1921. Reca lo stemma comunale ed un orologio elettrico. Si trova accanto alla navata di destra.

L’ingresso è dalla porta che dà sulla navata centrale, più alta e più ampia delle due laterali. Le tre navate non sono divise da due file di colonne con capitello, ma da pilastri che hanno la pianta cruciforme e sostengono gli archi delle quattro campate. La volta è a capriate scoperte e la pianta risulta semplificata: sono due elementi che ne fanno una costruzione protoromanica.

Nella parte posteriore, all’interno, si trovano due absidi, una centrale e una a sinistra di minor sviluppo, di uno stile romanico a mensolette e a lesene. Una terza abside è stata demolita per creare un passaggio versoi la canonica. L’abside minore presenta lesene a mezze colonne circolari, sospese e senza sostegno di mensola. Quella maggiore ha lesene quadrate e una finestra cieca, con strombatura e l’arco superiori interni. In origine poteva assere una piccola bifora. Massi di pietra bianca si alternano nella struttura muraria con mattoni rossi, creando il bicromismo della chiesa di Gamondio. In una lesena dell’abside minore è incorporato un masso di pietra squadrata con un motico di anguille intrecciate tra il fogliame, forse proveniente dalla primitiva costruzione, in quanto la Pieve è stata irrimediabilmente alterata in un restauro del ‘400. Pietre quasi identiche sono murate anche nella Pieve del Lemme presso Gavi e in quella di Grondona. Le due navate laterali non sono delle medesime dimensioni.

La tradizione vuole che la Pieve sorgesse proprio su di uno sperone che dominava l’antico letto dello Scrivia, così come la Pieve presso Gavi dominava il corso del Lemme.

La chiesa è dedicata alla Madonna, la cui statua è stata solennemente incoronata nel 1786. Alla chiesa , un tempo, era annesso il cimitero e intorno si estendevano i beni prebendali.

Tra le cose notevoli nella navata a destra dell’ingresso sono da ricordare una statua di S. antonio del Lagostena e il busto in marmo di Faustino Gagliuffi, con un’espressiva iscrizione latina: “Sorte Racusinus, vita italus, ore latinus, mente alacri, ardenti pectore, onesta colens, facileque pius, facileque iocosus, pauca mala aequo animo multaque fausta tuli”.

Nel battistero c’è un S. Giovanni in legno del Lagostena e si ammirano due cassette scolpite in pietra di Gavi dal medesimo scultore.

Nell’abside della cappella di sinistra c’è l’affresco di Manfredino da Boxilio (1474) con la scritta: “MCCCCLXXIV die VII novembris magnifica domina Joanna Fregosio pingi fecit hanc capellam in testimonium gratiarum. Manfredinus de Boxilio pinxit”. Nella pittura la committente è inginocchiata ai piedi di S. Anna che reca in braccio la Vergine con il Bambino. A lato S. Giovanni Battista e S. Elena. In quest’affresco Manfredino si rivela un buon pittore che conosce la distribuzione dei colori e delle proporzioni nelle figure. Nel 1875 ci fu chi ventilò l’idea di cedere l’affresco per 37.000 lire ma, fortunatamente, non se ne fece nulla.

Alla Pieve si festeggiano: l’Annunciazione (25 marzo), S. Fermo (9 agosto), l’Incoronazione (seconda domenica di ottobre), l’Ottava di Pasqua, che è la principale festività. Secondo un’antica tradizione in quel giorno del 952 i novesi avrebbero liberato il loro castello dalle prepotenze di un feudatario. La processione che si fa in quel giorno ricorda semplicemente il passaggio dell’arcipretura dalla Pieve alla Collegiata i cui canonici, otto giorni dopo Pasqua, rendevano omaggio alla Pieve, come simbolo del più antico Cristianesimo in città, e della prima parrocchia.

I testi da cui ho attinto derivano da scritti di Serafino Cavazza

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