Ogni bottega può essere un luogo dove manifestare un consumo consapevole, sotto casa o nel rione, nel quale il consumatore e un buon negoziante abbiano come parole d’ordine una comune password: buon giorno, accompagnata da una stretta di mano e un arrivederci…” così ha dichiarato il fondatore di Slow Food Carlo Petrini. Ecco, questo vale in molti dei nostri paesi, piccoli o grandi che siano. Così è sempre stato storicamente.

Ed io stavolta voglio raccontarvi di un’antica bottega di paese, la sua storia, a Villalvernia.

Correva l’anno 1936 e Luigi Capelletti, dipendente dell’Azienda commerciale “MEGENES” di Tortona, rivendita all’ingrosso di generi alimentari, lasciava il lavoro con l’intento di aprire un piccolo negozio in Villalvernia, dove aveva conosciuto e sposato Maria Bisio, ragazza di origini modeste ma con una già spiccata predisposizione per gli affari.

Il locale era situato nel centro storico del paese ed era stato messo a disposizione dal padre della sposa che, da buon falegname qual era aveva provveduto ad arredarlo adeguatamente, con banco vendita ed appropriate scaffalature di legno.

La via del centro storico dove si trova il negozio

Dietro il pagamento della somma di lire cinque, la licenza era stata loro ceduta da due anziani bottegai, i coniugi Grassi, che per molti anni avevano gestito una piccola bottega situata anch’essa nel centro storico del paese. Tale licenza, molto complessa ed articolata, comprendeva anche la parte riservata alla rivendita di Sali e tabacchi, parte che venne loro negata dai signori Grassi nel momento del trasferimento.

L’inizio dell’attività comprende almeno due aspetti curiosi che vale la pena di ricordare.

Il giorno del matrimonio, all’uscita dalla chiesa, dopo il solito beneaugurante lancio del riso e dei tradizionali confetti, Maria e Luigi si avviarono verso casa, seguiti da un corteo di casalinghe plaudenti, alcune delle quali colsero l’occasione per chiedere di poter acquistare pochi generi di prima necessità. I coniugi Capelletti, liberatisi degli indumenti più eleganti e di quelli più ingombranti, non disdegnarono di distribuire alle future clienti quanto da loro richiesto.

“Noi il regalo di nozze non ve lo abbiamo fatto, perché non ce lo potevamo permettere, ma vi promettiamo che verremo sempre a comperare nel vostro negozio”, furono le parole di commiato delle curiosi spettatrici presenti, soddisfatte e quasi sorprese della cordialità e della disponibilità dei due bottegai. E, quasi tutte, per molti anni mantennero la promessa. Erano i tempi in cui la parola data aveva ancora un grande valore!

Durante il ritorno dal viaggio di nozze i due novelli sposi sentirono il dovere di compiere una breve tappa a Tortona per salutare l’ex datore di lavoro del Capelletti. Come piccolo ma significativo gesto di riconoscenza egli fece loro omaggio di due stoccafissi “essiccati” che si aggiunsero ai primi generi di vendita e che, collocati accanto al desco di una fumante polenta, andarono ad allietare le allora modeste mense delle famiglie villalverniesi. Erano i tempi in cui lo stoccafisso era, il seppur pregiato, cibo dei poveri.

Il trascorre del tempo assistette al lento ma progressivo e costante ammodernamento di quel punto vendita ed al miglioramento della dotazione utile al suo funzionamento. Tralasciato il primo mezzo di trasporto, costituito da una grossa bicicletta dotata di due ampi porta pacchi, (bicicletta ancora oggi custodita presso la ditta quale prezioso cimelio), ci si avvalse prima dell’aiuto dell’asinella “Checca”, quindi del cavallo “Pippo”, per passare poi alla dotazione di un grosso motocarro “Guzzi”, fino a giungere all’acquisto di numerosi furgoni, sempre più capienti ed attrezzati.

A questo proposito è divertente ricordare un altro curioso aneddoto appartenente alla quotidianità di questa piccola attività commerciale.

Una mattina, percorrendo con il suo cavallo la strada statale al ritorno dal mercato di Tortona, Luigi raggiunse una signora che, con due borse al braccio, camminava sul ciglio della strada in direzione Villalvernia.

“Palmina vuole salire” le chiese Luigi. Palmina che accettò l’invito si sedette accanto, continuando a tenere le due borse sulle ginocchia. All’invito di Luigi di posare le borse sul pianale del carretto, Palmina ebbe a dire: “Ma povero cavallo porta già me perché debbo fargli portare anche le mie borse”?

Continuando la cronistoria, va ricordato che, così come gli attrezzi da lavoro: coltelli, affettatrici, bilance vennero sostituiti gradualmente da strumenti sempre più moderni e sofisticati, anche l’arredamento e la struttura subirono opportune modifiche.

Una grossa novità fu la costruzione di una capiente cella frigorifera che consentì la conservazione sempre più a lungo delle merci deperibili. Fu questo un enorme passo avanti se si pensa che, ogni sera, i due bottegai stipavano dentro ad un grosso recipiente di vimini: burro, formaggi, salumi ecc. per poi calarlo e lasciarlo appeso fino al mattino seguente in fondo ad un profondo pozzo, situato nel retrostante cortile. La fresca temperatura del pozzo serviva a garantire la conservazione di quei delicati alimenti.

Per ultimo va sottolineato che la pasta, divisa per formati, veniva rovesciata nei cassetti di una capiente pastiera per essere poi venduta sfusa, raccolta in cartocci di carta grigia.

La pasta veniva consegnata alla bottega in sacchetti di tela, colorati e decorati con vari e simpatici disegni. I sacchetti, una volta svuotati, venivano regalati a turno alle mamme e diventavano simpatici vestitini per i bambini.

Con il trascorre del tempo il negozio passò in gestione prima alla figlia Giuseppina, quindi al nipote Marcello ed alla moglie Carla i quali hanno provveduto, negli ultimi tempi, a rimodernarlo, ad ampliarlo ed a rifornirlo di tutta quella serie di prodotti che lo rendono, seppur nel suo piccolo, simile ai supermercati di città.

Moltissimo è cambiato in questo mini Market, oggi a marchio DESPAR. Sono rimasti immutati la cordialità, la cortesia, la riconoscenza per i clienti, la qualità dei prodotti e i prezzi moderatamente contenuti.

Ringrazio sentitamente la famiglia Capelletti per il materiale fornitomi ed utile per la pubblicazione di questo post

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