Vorrei parlare di Carezzano. Chissà a quanti è capitato di svoltare per la strada che porta verso Sant’Agata Fossili. Ma subito, prima di andare oltre per quella direzione, sulla destra c’è un’indicazione con su scritto: “Strada dei Boschi”.

Un centinaio di metri e, appena prima di un ponticello, sulla destra che uno spazio dedicato a qulcosa che è rimasto impresso nella storia del paese.

Un cippo, su di esso una lapide. Sul cippo vi sono conficcati, affondati nel cemento, cinque chiodi.

Sulla targa vi è questa lunga scritta:

«In questo luogo il 21 giugno 1944

per rappresaglia furono trucidati

da mano nazista cinque giovani italiani.

Per sfregio e ferocia

perché non sapessero le loro madri

dove piangerli,

i loro nomi non furono detti

ed essi ignoti caddero,

resi fratelli dal comune sacrificio.

Anche dal sangue

qui versato dai cinque martiri

risorse l’Italia libera.,

democratica repubblicana.

Il Comune di Carezzano

nel 75° anniversario riconoscente

pose in memoria imperitura.»

Questo è noto come l’episodio in località Acquabella a Carezzano il 21 giugno 1944 con partigiani uccisi in combattimento contestualmente all’episodio

Il 21 giugno 1944 in località Acquabella, nel comune di Carezzano, cinque ostaggi provenienti da Alessandria vengono uccisi dalle SS con un colpo alla nuca e seppelliti in una fossa comune.

L’atto è compiuto in rappresaglia alla morte del maresciallo Helmut Muller, che rimase ucciso nella notte tra il 19 e il 20 giugno durante un’incursione della brigata partigiana Arzani, che trafuga armi ed esplosivi dalla polveriera di cui lo stesso Muller era responsabile.

Già da tempo, a memoria di questo accadimento di quasi 77 anni or sono, era stat dedicata una via a Carezzano Maggiore: Via 5 martiri

La si trova dopo il cimitero, entrando in paese

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