Domenica scorsa, camminando per le vie di San Sebastiano Curone, ho trovato finalmente aperta una chiesa di cui avevo visto fino a quel momento soltanto la struttura esterna. Essa si trova in prossimità della Società di Mutuo Soccorso e della casa di riposo.

La chiesa della SS Trinità, denominata anche “l’Oratorio dei Rossi” è stata eretta circa la prima metà del Settecento: anche se non si sa nulla di preciso, si ricavano questi dati da un vecchio “Libro delle Benedizioni”, sul quale è scritto appunto che la prima benedizione nella Chiesa è stata impartita nel 1738.

Un bellissimo confessionale

In epoca posteriore, non bene precisabile, il campanile che prima raggiungeva l’altezza dove attualmente è situato l’orologio, venne portato all’altezza attuale, mantenendo il carattere barocco della costruzione, perduto invece totalmente nel rifacimento della facciata nel 1930: rimase solo il Portale centrale in sasso, di squisito e semplice gusto settecentesco.

Nell’ interno si possono ammirare l’altare Maggiore e quello dell’Addolorata con marmi policromi di tendenza al nero e giallo di grande interesse. Vi è pure di notevole pregio l’altare di S. Francesco da Paola, di recente costruito sullo stile di quello dell’Addolorata.

Si notano anche altri due altari dedicati alla Madonna della Mercede e alla Madonna di Caravaggio di forma primitivo con materiale terroso. Attraverso uno stretto corridoio ci si immette nell’ampia Sacrestia che presenta un soffitto ligneo a cassettoni e due armadi di fattura settecentesca.

Va scritto alle cronache che, di recente, pochi anni or sono, il Sindaco di San Sebastiano Curone, Vincenzo Caprile, ha devoluto i 15.000 euro dell’indennità di funzione di sindaco alla parrocchia di San Sebastiano Curone che ha effettuato i lavori alla facciata della chiesa della Trinità. Dall’ultimazione dei lavori è tornato il suo originario splendore grazie ai finanziamenti della Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, della curia tortonese ed al contributo personale del sindaco, l’antico Oratorio dei Rossi, ritrovando la magnificenza di un tempo. Già citato in alcune testimonianze pastorali della seconda metà del seicento, la sua presenza è documentata anche nel dipinto datato alla fine del XVII secolo “Martirio di San Sebastiano” del maestro genovese Gio’ Battista Badaracco conservato nel catino absidale della chiesa parrocchiale del paese. I lavori di restauro eseguiti durante l’estate del 2018 sono stati realizzati dall’impresa Giorgio Bagnasco con la supervisione dell’architetto Mariastella Daffunchio e dello Studio di Arte e Restauro Gabbantichità di Tortona.

L’altare centrale

Il magnifico contesto nel quale la chiesa è inserita e la preziosità degli interni e delle opere d’arte in essa contenute, tra le quali spiccano la Madonna Addolorata dell’autorevole scultore genovese Maragliano, recentemente restaurata, ed una grande pala d’altare del genovese Francesco Campora, ne fanno uno scrigno prezioso meritevole di una visita.

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