Stamattina, entrando in una chiesa di Novi che è Ligure di nome ma non di fatto, sono rimasto attratto dalla bellezza di un crocifisso ben in vista. Ora, voi direte: sei rimasto folgorato da una luce divina? No, affatto! Piuttosto, questo crocifisso era particolarmente bello per quanto fosse “addobbato”, oltre che bello artisticamente. Ho parlato di “addobbato” per come sono ricchi i crocifissi quando vengono portati in processione, secondo antica tradizione in Liguria. Proprio lì ho imparato ad apprezzarne la bellezza, che magari non tutti apprezzano proprio nel momento in cui, portati in processione, vengono “fatti ballare”. E mi spiego meglio tra poco.

La Liguria è la regione dove con profonda fede vengono portati in processione i crocifissi o “Cristi” come vengono comunemente chiamati nel dialetto genovese; la loro antica origine arriva dal profondo del XVI e XVII secolo, collegandosi talvolta alle confraternite presenti nella vita religiosa con il loro servizio di volontariato che ancora oggi proficuamente s’innerva nella società moderna.

Ogni Crocifisso viene oggi conservato con particolare venerazione nelle chiese parrocchiali o negli oratori, per essere poi portato nei sacri cortei, nelle processioni che il calendario liturgico propone ogni anno. Nel corso dei tempi, nei vari territori, anche piccole entità frazionali hanno voluto disporre del loro Crocifisso processionale mentre là dove la tradizione aveva radici più profonde si è arrivati ad avere più Crocifissi.

Questi “segni” sacri, di grandiosa imponenza, scolpiti nel legno più pregiato, sono formati da una croce spesso decorata in argento battuto che può avere diverse dimensioni di grandezza, su cui è posata l’immagine di Gesù anch’essa in legno, alle estremità della croce sono collocati i “canti” decorazioni costituite da foglie dorate o d’argento.

Come sarà capitato di vedere, per portare il Crocifisso servono braccia robuste e una buona dose di forza con capacità d’equilibrio, sia i portatori che i “stramuoi” si devono esercitare periodicamente per poter così portare nelle processioni i “Cristi”. E’ bene ricordare che oltre a chi porta il Crocifisso c’è chi si occupa di prendere la croce alzandola per effettuare il cambio tra i vari portatori durante la processione “stramuoi”, la base della croce viene posizionata nel “crocco” una specie di bicchiere in cuoio collegato alle cinghie che s’incrociano sulle spalle dei portatori.

Dalle nostre parti, qui nel basso Piemonte, abbiamo diverse Confraternite che conservano nei loro Oratori con la massima cura bellissimi Crocifissi processionali; questi vengono portati in processione in occasione della festa dedicata al Santo Patrono.

Purtroppo, vuoi per le regole della pandemia che da un paio di anni stanno limitando a zero le processioni, vuoi per l’inesorabile incedere del tempo che vede sempre meno “volontari” dedicarsi a questa antica passione.

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