Il 5 maggio del 1953, dopo 72 anni di lunga e onorata carriera, calava definitivamente il sipario sulla ferrotramvia Novi Ligure – Ovada.

La sua gestazione fu lunga e complessa, non scevra da aspre polemiche tra gli elementi più conservatori e retrivi dell’epoca.

Inaugurata nell’ottobre del 1881, la tramvia fu per quei tempi un ottimo mezzo di comunicazione e uno straordinario viatico per lo sviluppo commerciale e industriale di tutta la zona.

I circa 24 chilometri di percorso, di cui solo sette di proprietà, si snodavano prevalentemente lungo la valle dell’Orba e prevedevano 4 stazioni e 12 fermate facoltative alcune molto distanti dai centri abitati per lo più posti in collina.

Erano gli anni in cui le comunicazioni tra le varie stazioni avvenivano esclusivamente con il telegrafo e non esistevano sistemi di segnalazione per la sicurezza dei convogli data l’esiguo numero degli stessi e la ridotta velocità.

In effetti fino agli anni trenta si viaggiò alla stratosferica velocità di circa 25 chilometri orari e fu solo con l’acquisto di nuovo materiale rotabile e con alcune migliorie delle infrastrutture che i tempi di percorrenza cominciarono a diminuire.

Sei anni dopo l’inaugurazione, nel 1887, fu messa in funzione anche una diramazione della Novi – Ovada che all’altezza di Basaluzzo piegava per otto chilometri raggiungendo l’abitato di Frugarolo.

Non furono soltanto i passeggeri ad usufruire dei servizi della ferrovia; il traffico di merci fu altrettanto importante e non a caso su entrambi i rami furono previste delle sotto diramazioni che consentivano di raggiungere gli stabilimenti industriali della zona. Dal capolinea di piazza Castello in Ovada fu poi aggiunto un binario unico che portava alla stazione di Ovada Nord collegando il traffico merci alla linea verso Alessandria.

Non esente da incidenti di vario genere tra cui il deragliamento del febbraio 1934 avvenuto poco dopo la stazione di Capriata d’Orba, fu durante la seconda guerra mondiale che il traffico tranviario subì un pesante rallentamento.

La stazione di Novi Ligure fu bombardata e quasi distrutta l’8 luglio 1944 e in più di un’occasione i convogli furono mitragliati ed incendiati durante il periodo bellico.

Al termine della guerra il traffico riprese lentamente ma i tempi erano cambiati; i servizi di trasporto automobilistico dotati di orari più elastici e percorsi più rapidi ormai avevano preso campo.

Nel 1948 cessò di esistere la Frugarolo – Basaluzzo e cinque anni dopo anche la Novi – Ovada fu definitivamente chiusa.

In molti anziani il ricordo dello sbuffare e sferragliare delle locomotive è ancora vivo.

Si ringrazia @eccellenzesulterritorio per aver concesso la pubblicazione del materiale

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