In questo periodo, col caldo estivo ma persistente, può capitare di rifuggire distante ma non troppo, in cerca di un po’ di frescura. A me capita, di farlo, dirigendomi verso Voltaggio, località al confine con la Liguria, così tanto da trovare davvero molte assonanze e similitudini della vicina regione. E per i liguri è uno scherzo salire fino a Voltaggio.

Non si finisce mai di scoprire angoli sconosciuti e di stupirsi per la loro bellezza, per il loro perdersi nella storia anche più remota.

Di recente, ho visto – e non era certo la prima volta – un cartello che indica Ruderi del CASTELLO. La curiosità di vedere, di scoprire, di stupirmi mi ha vinto e mi sono lasciato trasportare passo dopo passo, sempre più su. Sì, perché all’inizio mi sono illuso che la salita fosse tutta comodamente percorribile, ma si arriva presto alla parte boschiva.

E mi chiedo: “Dov’è?”, tanto da insistere ancora, sarà di certo più in alto. Nella mia salita per il sentiero già battuto, ma che ne incrocia un altro proveniente dal basso, trovo una palina segnaletica. Una freccia indica la strada per tornare indietro verso il paese, l’altra indica un percorso verso il Bivio Sentiero 401 m 740 oppure verso il Monte Tobbio m 1092.

Salgo ancora, il castello non sarà distante. Dopo poco mi dico: ho fatto bene, ecco alla vista un primo costone che rimane ancora del castello ed a pochi metri un altro costone. Questo è quel che rimane.

Chissà quanta storia, forse 900 anni, forse di più. E non rimane che quel che si è aperto ai miei occhi e che vi mostro in qualche immagine.

A proposito del castello, sul sito internet del Comune se ne fa un breve cenno lontano nella storia:

Nel 1121 i Genovesi acquisirono dal Marchese di Gavi il territorio di Voltaggio e il suo castello, posto sulla vetta dell’altura che domina la confluenza fra il Rio Morsone, il Rio Carbonasca ed il Lemme.
Secondo Caffaro, annalista genovese contemporaneo ai fatti, i consoli di Genova acquistarono il castello per 400 lire, ma è anche probabile che quella da lui riportata sia una versione edulcorata dei fatti, e che Voltaggio venne conquistato militarmente.
Voltaggio, fino al XVI secolo, venne governato prima da “Castellani” poi da “Podestà”, affiancati da “Consoli”. I primi due venivano designati da Genova, esercitavano la giustizia ed erano responsabili della difesa del paese; i “consoli” (il primo fu Guglielmo De Volta) invece erano scelti fra le persone più eminenti del borgo e si occupavano delle decisioni di carattere locale, coadiuvati dall’assemblea dei capi famiglia, che si riuniva nella chiesa parrocchiale.

Sulla GUIDA di VOLTAGGIO, scritta da Roberto Benso si trova qualche cenno

...sul borgo compatto e sinuoso emergono il campanile della parrocchiale di santa Maria assunta e i pochi resti del castello medievale, isolato sull’altura che domina ad ovest il paese.
Una serie di stretti carrugi collega a questo asse portante la cintura esterna dell’aggregato e conduce, a monte, ai giardini privati ai piedi del castello, e, a valle, agli orti dell’immediato suburbio e ai campi oltre il lemme.
….si percorre il sentiero che inizia presso l’oratorio di s. Antonio e sale in direzione ovest tra case e villette sulle pendici del dosso dove permangono le vestigia dell’antico castello genovese (434 m.), giungendo sulla costiera a cavallo tra il Morsone e il Lemme, (si può salire anche per un sentiero che inizia da P.zza Garibaldi, di fianco alla Parrocchiale e giunge sulla stessa costiera) si continua lungo la mulattiera a mezza costa sul versante val Morsone per circa 1 km, fino a un bivio poco al di sopra della casa colletta (578 m.). il ramo del sentiero che biforca a destra va alla cascina Cravara di Mezzo (530 m.). si segue il ramo di sinistra, che passa poco sopra la casa colletta e sale a mezza costa sul versante tra la valle Lavagetta a sud e la valle Morsone a nord. superata la cascina Cravara di sopra, nei pressi della quota 678, la strada sale in costa e prosegue tra boschi di castagno e querce sino a Costa Cravara, dove si trova, leggermente in basso verso la valle Lavagetta, il c.d. Pulpito del diavolo. la strada continua lungo il dorso della costiera e giunge ai piedi del Monte Tobbio, poi ne risale il fianco sino alla colletta del Tobbio (858 m.).

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui