Torre Garofoli, che è frazione di Tortona, ha la bella chiesa parrocchiale di Santa Giustina e Agnese.

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La posa della prima pietra di questa chiesa avvenne nel 1590 alla presenza del vescovo di Tortona Maffeo Gambara e della principessa Cristierna di Danimarca, signora di Tortona, mentre la solenne consacrazione risale al 1595.

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La storia della piccola chiesa situata oltre Scrivia è da sempre intrecciata con quella della famiglia Garofoli: fu infatti eretta per volontà della nobildonna tortonese Giustina Garofoli alla cui famiglia il vescovo, in segno di stima e riconoscenza, aveva concesso il diritto di patronato perpetuo.

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La facciata nella parte inferiore è scandita da lesene scanalate con capitello aggettante a motivi fitomorfi, tra le quali, a sinistra in alto, si trova lo stemma della famiglia Garofoli, mentre a destra è lo stemma della famiglia Garofoli Visconti; a coronamento della facciata è posto un frontone in stile neoclassico. Purtroppo non sono entrato all’interno e non ho potuto riprodurre alcuna immagine, aspetto l’occasione propizia affinché il FAI dedichi una giornata alla visita di questa chiesa. L’edificio è a navata unica con presbiterio rialzato a terminazione semicircolare: la zona absidale è caratterizzata dalla presenza di un deambulatorio delimitato da colonnine.

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L’aspetto attuale è la risultanza dei rifacimenti del 1880, quando il barone Vittorio Guidobono Cavalchini Garofoli fece ampliare ed ornare l’edificio, come testimonia la lapide posta in controfacciata. Risale a questo periodo lo spostamento delle tele di Camillo Procaccini (Parma, 1561 – Milano, 1629) dalla chiesa di San Francesco, in Tortona, alla chiesa di Torre Garofoli. Oggi l’apparato decorativo della chiesa di Santa Giustina e Agnese è costituito dalle ventiquattro tele provenienti dalla chiesa di San Francesco, che si fanno risalire a due distinti cicli pittorici ideati dal Procaccini per la stessa chiesa: dalla Cappella dell’Immacolata giungono le Storie della Vergine e di Cristo insieme ai Quattro Dottori della Chiesa e ai Profeti; dalla Cappella di Sant’Agnese gli episodi dell’omonima santa martire.

In più, vi è accanto la Cascina di Torre Garofoli…

Costruita nella seconda metà del XV secolo, apparteneva alla nobile famiglia dei Tortonese dei Garofoli. Nel censimento del 1541 è denominata Torre dei fraschetta.

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Giustina Garofoli, ultima dell’illustre famiglia, nel 1603 la destinò con tutti i sui beni a Guglielmo Guidobono Cavalchini, sposo della nipote Laura Busseti. Ampliata nella seconda metà del XVIII secolo, la cascina ospitò il quartier generale di Napoleone Bonaparte, primo console di Francia, nelle ore decisive della battaglia di Marengo, combattuta nella piana tra Torre Garofoli ed il Bormida, il 14 giugno 1800.

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La nota storica è che il corpo di Desaix viene portato a Torre Garofoli trasformata in un grande Ospedale militare. Lì sono portati anche gli ufficiali austriaci prigionieri, fra cui il generale Zach. Nella tarda serata di sabato, 14 giugno, dopo una vittoria imprevista destinata ad alimentare il suo mito, Napoleone Bonaparte ritorna a Torre Garofoli per passarvi la notte.

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A margine dell’aspetto storico, su di un muro è ancora un pò visibile una scritta inneggianate al grande Fausto Coppi