La Riserva naturale del Torrente Neirone

Questo pomeriggio a Gavi era in programma una passeggiata lungo il torrente Neirone. Un bel gruppo di partecipanti vi ha aderito. Luogo di partenza era preso piazza Nassirya. Lo scopo di questa iniziativa era di sensibilizzare coloro che vi hanno aderito, ma soprattutto le istituzioni sulle condizioni del sentiero.

Va detto che il percorso è percorribile, ma sono evidenti ancora oggi i danni dell’alluvione del 2014. Infatti, quella piena si portò via le due passerelle che servivano per oltrepassare il corso d’acqua. Della prima non rimangono che i sostegni in cemento, della seconda è chiaro alla vista che è inutilizzabile. In una giornata come oggi, con poca acqua, è stato facile passare oltre il corso d’acqua, ma evidentemente non può essere così appena il livello sale.

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Di biodiversità è davvero ricca la Riserva naturale del Torrente Neirone.
Un torrente di breve corso, per intero nel Comune di Gavi. Nasce dalla Rocca Crovaglia e sfocia nel Lemme, altro torrente d’Appennino.
Per coglierne le caratteristiche bastano pochi passi: distolto lo sguardo dal forte e dalle colline ci si intrufola lungo l’alveo. Ed è subito ombra.
Ombra di una fitta vegetazione: le rive del corso d’acqua sono l’habitat di pioppi bianchi, aceri, salici, carpini, ma soprattutto degli ontani. Ontani neri: oltre che elemento distintivo dal punto di vista arboreo, l’alneto (il bosco di ontano nero) costituisce un importante fattore di pregio naturalistico.
Il versante nord è invece l’habitat del castagno e del carpino nero, mentre le querce, insieme all’orniello e alla roverella prediligono il lato a solatio.
Non meno rilevante è il sottobosco, segnato da una grande varietà di specie arbustive: ligustro, viburno, biancospino, ginestra, fusaggine (detta “berretta del prete” per via della forma caratteristica dei frutti). Sul versante a mezzogiorno la rosa canina si alterna a specie in questa zona non comuni come il ginepro, o come il nespolo selvatico, osservabile non lontano dalla falesia attrezzata per l’arrampicata.
I climbers approfittano della solidità della roccia di arenaria con sabbia e conglomerati mal stratificati, che verso il basso si sono stabilizzate in potenti bancate regolari.

L’album completo delle foto è alla pagina Facebook

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